giovedì 31 maggio 2012

Obama: studente modello, con lo spinello


“Total Absortion”, era questo il motto del presidente degli Stati Uniti ai tempi del college. Magari in conseguenza di questo primo slogan è nato  il molto più famoso “Yes we can”, a riprova che nulla è impossibile, anche trattenere il fumo di THC fino a stramazzare al suolo. Pena, l’esclusione dalla “Choom Gang”, la banda  capeggiata dall’attuale inquilino della Casa Bianca. Eh si, Obama da ragazzo, negli anni 70, era considerato il leader di un gruppo – la Choom Gang –  dedito al consumo intensivo di cannabinoidi, ed era sempre lui a stabilire chi poteva fare parte della cricca e chi no.  Altra “direttiva” impartita ai sottoposti dal giovane democratico era quella di dormire la notte prima di un esame con un libro sotto il cuscino. Anche per questa probabilmente il merito va al “TA”,  acronimo col quale in slang si riferivano alla loro filosofia di fumo.  Questo, e non solo, è quanto emerge dal libro di David Maraniss, “Barack Obama. The Story”, altra biografia del Presidente nero non autorizzata. Ironia a parte la notizia è di quelle che, trattando della vita privata di un potente, sono tanto amate dalla stampa italiana, eppure è passata abbastanza in sordina qui da noi. David Maraniss sostiene che era lui a proporre sempre nuovi modi per sballarsi con il thc; già Clinton aveva ammesso di aver provato la marijuana, ma senza aspirarne il fumo, Obama invece ha confermato appieno questa storia. Il paragone con la vita privata di Berlusconi nasce spontaneo:  quante volte abbiamo sentito gli pseudo giornalisti sinistroidi inneggiare ai valori della famiglia e della legalità? A prescindere dal fatto che questi arrivano da una cultura che non conosce la parola "valore", se la legge è uguale per tutti, allora anche l'attenzione mediatica dovrebbe essere rivolta in modo equo a tutti. Se posso distruggere un uomo scrivendo delle sue marachelle con donne di facili costumi, perchè non parlare di una storia di droga in cui è coinvolta una figura sicuramente più importante a livello mondiale di un semplice Presidente del Consiglio italiano (carica svenduta da Napolitano pochi mesi fa)? Tante infatti sono state dette su Berlusconi, chi gli dava del puttaniere, chi gli dava del nano bastardo e puttaniere, chi più semplicemente pensava che uno nella sua posizione non avrebbe dovuto fare certe cose. Il nostro intento non è quello di difendere Berlusconi, ma quello di dar rilevanza a un fatto per noi molto grave. Se andare a letto con prostitute è da condannare eticamente, a maggior ragione dovrebbe essere fatto per un Presidente degli Stati Uniti d'America  con simili scheletri nell’armadio. Colui che con il renziano "yes we can" pensava di cambiare il mondo con qualche battuta e grande ottimismo, facendo leva sulla sua origine da un po' si è dovuto ricredere.  Di certo quanto appena emerso non gli gioverà molto in termini di popolarità.
Davide Bellavia, Massimo Marengo


martedì 29 maggio 2012

Napolitano sfida le passerelle: “il due giugno sfileremo con sobrietà”


Un’affermazione del genere ce la saremmo aspettata se fosse arrivata da un altro Giorgio – Armani ovviamente – a sorprenderci è che a farla sia stato il nostro Presidente della Repubblica,  classe 1925 con un passato nel PCI.  I fatti: in seguito al gravissimo sisma occorso nell’area emiliana che ha  causato la morte di 15 persone ed ha messo in ginocchio il sistema produttivo della regione, dal basso è partita la proposta di annullare la parata in programma per il 2 di giugno – Festa della Repubblica – e devolvere i fondi risparmiati ai terremotati.  .  Il nostro Presidente della Repubblica  fa appello alla sobrietà, forse in forza ad essa non ha mai avuto uno slancio d’umanità per quel che prova il popolo italiano?   Riteniamo  che in un momento di lutto come questo il  mameliano “stringiamoci a coorte”   forse vada inteso in un altro senso, come un’appello alla solidarietà, all’umanità. Solidarietà alle comunità emiliane appena colpite dalla sciagura sismica. Solidarietà con le vittime dell’attentato di Brindisi,   attorno alla famiglia di Melissa. Umanità per comprendere quel che provano le famiglie degli imprenditori che oppressi dalla crisi hanno deciso di togliersi la vita. E a tanti altri, senza nulla togliere ai nostri soldati, che meritano tutto il nostro rispetto ed il nostro sostegno per gli impegni profusi nelle delicate Missioni di Pace all’estero e per l’impegno interno. Eppure, il nocciolo della questione rimane un altro. Ci si chiede, in questo momento di plateali disfatte, cosa ci sia da celebrare e perché ci si debba autocelebrare. Celebreremo l’università “Kristal” di Tirana, il Governo Monti, il coraggio di Capitan Schettino, Equitalia, la perdita di sovranità a beneficio della Merkel & co, l’arresto del maggiordomo del Papa, lo Spread che ha ritrovato equilibrio dopo l’uscita di scena del Cavaliere, l’aumento della Benzina, l’IMU.  Più che una festa si spera in un funerale vichingo.  
Davide Bellavia

sabato 26 maggio 2012

FORMATTATE I VOSTRI PADRINI





Da "il fatto quotidiano"  http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/scintro-giovani-pdl-alla-kermesse-formattatori/198317/





Pavia, 26 mag. - (Adnkronos) - Piccola contestazione a Pavia dove e' in corso un'iniziativa dei giovani del Pdl. Alcuni coetanei di ex An si sono detti indignati perche' non invitati al dibattito 'formattiamo il Pdl'. Una decina di giovani di destra hanno fatto irruzione in aula indossando delle vistose parrucche bianche ed esponendo uno striscione su cui c'era scritto "formattate i vostri padrini".
Dopo alcuni minuti i giovani dell'ex Alleanza Nazionale se ne sono andati senza incidenti, mentre all'interno della sala il dibattito si accendeva in attesa dell'arrivo del segretario del Pdl Angelino Alfano e alla presenza dell'ex ministro Mariastella Gelmini, e del vice capogruppo alla Camera Massimo Corsaro.

GLI EROI NON SI DIMENTICANO


Di eroi l'Italia ne ha visti nascere tanti, persone che con fierezza e perseveranza lavorarono per il bene della nostra Patria e della nostra cultura: da Dante a Cesare Battisti, da Giulio Cesare a Sant'Agostino, da Machiavelli a Giuseppe Mazzini. Essi sono figli di epoche molto diverse tra loro, ma che in comune hanno un sentimento potente ed emozionante che trasmettono ancora al Patriota del nostro tempo ogni qualvolta legge i loro nomi.
In questi giorni ricorrono gli anniversari della morte di due tra gli ultimi eroi italiani, grandi uomini martirizzati perchè sognavano un'Italia forte e giusta. I loro nomi sono Giovanni Falcone (18 maggio 1939 – 23 maggio 1992) e Paolo Borsellino (19 gennaio 1940 – 19 luglio 1992), entrambi magistrati palermitani, e incorruttibili soldati della lotta alla mafia.
Falcone, con la moglie e tre agenti di scorta, fu ucciso facendo detonare cinque quintali di tritolo sotto l'autostrada A29, nei pressi di Capaci, distruggendo completamente la carreggiata.
Circa due mesi più tardi, il Giudice Borsellino venne ammazzato con 5 agenti di scorta mentre andava a trovare la madre, facendo esplodere una macchina con 100kg di esplosivo parcheggiata nei pressi dell'abitazione, in via d'Amelio.
Il modus operandi della mafia in questi casi ci fa capire quanto le due "Medaglie d'oro al valor civile" erano odiate da quel sistema delinquente e canaglia, e questo non può che far loro onore, che far a noi onore di aver dato i natali a queste due persone straordinarie quali sono state Falcone e Borsellino. Questa fierezza, perchè non rimanga nella più becera retorica, deve essere tramutata in fatti, ognuno di noi, Patriota italiano, deve vivere seguendo l'esempio dei nostri eroi, di chi ha impiegato la sua vita per il bene della collettività e l'ha fatto sebbene questo significasse alcune volte andar dritti verso la morte. Purtroppo, sembra folle, non tutti gli italiani sono concordi su questo, c'è chi ancora preferisce un sistema di stampo mafioso perchè lo ritiene quasi necessario, non riuscendo ad uscire da quel mondo criminale in cui probabilmente è vissuto. Noi abbiamo il dovere morale di mostrare e insegnare alle nuove generazioni, ma non solo, le grandi gesta di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che hanno scritto una vera e propria opera d'arte, incompiuta purtroppo. Ma spetta a noi ora metterci la parola "fine".
Massimo Marengo

martedì 22 maggio 2012

Presidio della Legalità

Alla luce dei recenti fatti di cronaca avvenuti a Pavia - lancio di pietre contro auto delle forze dell'ordine e ripetute aggressioni nei confronti di giovani frequentatori del centro cittadino - la rete dei Patrioti, Azione Universitaria e Giovane Italia prendono fermamente posizione affinchè venga ristabilito un clima di serenità e di decoro. Ogni cittadino ha il diritto di vivere la propria città in sicurezza. PRESIDIO DELLA LEGALITA' MERCOLEDI ' 23 MAGGIO - ORE 21 - PIAZZA DUOMO

domenica 20 maggio 2012

Orfani di Stato



Stanotte e nella giornata di oggi, forti scosse di terremoto hanno interessato l’area modenese e più in generale il Nord Italia: a Finale dell’Emilia è crollata la torre dell’orologio ed è rimasto ferito un vigile del fuoco.  Questo evento, di per sé drammatico, probabilmente sarà ricordato anche perché l’ultimo che ricerverà gli aiuti di Stato in caso appunto di calamità naturali. Si perché l’esecutivo guidato dal bocconiano ha deciso, per tagliare la spesa pubblica, di non aiutare più i cittadini in caso di calamità naturali. Chi abita in una zona a rischio sarà costretto a stipulare costose assicurazioni per rimediare ai danni causati da terremoti ed alluvioni.  A questo punto ci si domanda seriamente a cosa serva pagare le tasse se lo Stato non vuole intervenire in aiuto del cittadino.
Si è appena consumata una tragedia a Brindisi. Nei pressi dell’istituto professionale “Morvillo Falcone” tre bombole di GPL collegate fra loro sono state fatte esplodere alle 7, 45 di sabato uccidendo la sedicenne Melissa Bassi e ferendo in modo grave altre cinque ragazzine.  Comincia il solito tam-tam mediatico, tutti i giornalisti si stracciano le vesti invocando giustizia, altri si perdono in funamboliche elucubrazioni circa il movente. E’ ripartita la giostra del macabro. Riappare il fantasma della cosiddetta  <<strategia della tensione>> , dopo che due settimane fa è stato gambizzato l’AD dell’Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, e dopo il tragico evento  di ieri il Ministro dell’Interno Cancellieri non se la sente di escludere tale ipotesi.  Nel frattempo le sinistre strumentalizzano l’accaduto tirando fuori le bandiere nei cortei mentre prende piede anche l’ipotesi del gesto isolato.
Ma tutto questo non può essere ascrivibile soltanto alla frustrazione del singolo. L’esasperazione a causa della crisi ha portato dall’inizio dell’anno ad oggi 34 imprenditori ad arrendersi, a decidere di farla finita. Per sempre.  I più maligni ci vedono dietro le vessazioni di equitalia,  quello che è certo è la totale assenza dello Stato.  Il governo Monti asservito alle logiche della finanza ha abbandonato definitivamente la questione (ed il  compito) sociale.  Ci si aspettava che in occasione di una simile tragedia l’uomo di Goldman Sachs lasciasse Camp David, dov’era impegnato per il G8,  e corresse subito dai suoi cittadini, ma così non è stato. Così come non ha presenziato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Del governo corrente non si può nemmeno apprezzare la “buona volontà” perché ad oggi non si annovera nessun tentativo di inversione di rotta.  Piegato alle regole speculative e disinvolto nel suo ruolo di maggiordomo dei banchieri, l’esecutivo guidato da Mario Monti cerca il consenso  nel mondo della finanza e non nell’economia reale.  Il decreto “Salva Italia” non ha fatto altro che spermere all’osso i cittadini, a cui viene chiesto l’ennesimo sacrificio, con le banche che invece di investire sulle piccole e medie imprese e sul lavoro reale sono  impegnate nelle speculazioni finanziarie. L’IMU si teme sia la tassa dagli effetti più nefasti sia per il mondo imprenditoriale che per  le famiglie. Verrano ricalcolati i valori catastali ed i coefficienti per gli immobili residenziali, per i fabbricati industriali e per i terreni agricoli, per gli ultimi già nella prima tranche è prevista una rivalutazione del reddito dominicale del 25%. Quando si dice voler promuovere il “Made in Italy”. Salteranno tutte le agevolazioni per disabili ed anziani che vivono in case di cura, a meno che non si faccia carico dell’agevolazione il loro comune di residenza, l’idea è: lo stato non deve perderci (il cittadino si).  A farla da padrone comunque sono ansia e insicurezza, sia sul piano economico che sociale.  Continua ad essere agitato lo spauracchio Grecia ed il rischio di default;  a noi più che uno spauracchio sembra il  capro espiatorio di Palazzo Chigi sul quale riversare ogni colpa ed ogni responsabilità.  E’ sufficiente fare riferimento ad un unico dato, il PIL della nazione Ellenica, e scoprire che ad esso equivale quello della sola provincia di Vicenza, per accorgersi di quanto il paragone risulti improbabile quanto strumentale.
La perdità di credibilità anche sul piano internazionale – ricordiamoci che i fucilieri del Battaglione San Marco sono ancora detenuti dal governo Indiano – ma soprattutto i segni della disfatta sul piano economico e sociale ci inducono a chiedere le immediate dimissioni dell’attuale esecutivo ed il ritorno alle urne.

 Davide Bellavia

sabato 19 maggio 2012

IL GIORNO DI DOLOR CHE NOI ABBIAMO

Avete presente cosa vuol dire svegliarsi al mattino per morire? Immaginate cosa vuol dire sentirsi chiamare a casa con una voce che ti dice “Tua figlia è morta”. Tua figlia è morta perché stava andando a scuola. Melissa ci ha lasciata. Melissa è morta perché stava andando a scuola. Melissa è morta. Melissa è morta. Squarciata da una bomba. Melissa ci ha lasciati, abbandonati. Non l’ha voluto lei, non l’ha deciso. Non ci voleva lasciare, non l’ha deciso lei. Qualcuno ha scelto al posto suo. Un volto ignoto, magari più di uno, si è preso un diritto che in questa vita dovrebbe toccare solo a Dio. Adesso restano solo quaderni e diari in fiamme davanti alla scuola, quasi a ricordare che tutto in questa vita è destinato a finire in cenere. E’ vero, siamo destinati alla polvere, ma non così, non in questo modo, non è giusto. Ci tocca pure sentire le solite frasi di circostanza, sdegno, preoccupazione nelle note del Quirinale. Avete capito? PREOCCUPAZIONE!!!!!
Cosa possiamo fare? Che possiamo dire? Questo è un colpo al cuore, per tutti noi, senza distinzione d’età, di regione, di colore politico.
L’unica cosa che ci resta da fare è scendere nelle strade, tutti, giovani, vecchi, farci sentire, perché è ora, perché è giusto, perché la misura è colma! Siamo stufi di vedere il nostro futuro che si sta dissolvendo come una nuvola nell’aria, come il fumo nell’aria davanti alla scuola di Brindisi oggi. Dobbiamo urlare perché oggi ad una di noi, ad una nostra SORELLA oltre al futuro è stata rubata la VITA! E di tutti i furti che stiamo vedendo oggi in Questo benedetto e disgraziato Paese, beh, questo è davvero il più brutto. Il più Vergognoso.
Luca  Bellantone


mercoledì 16 maggio 2012

LIBERALIZZAZIONI ? SI, ALLE FAZIONI.



Chi fosse stato presente giorno 14 maggio  a Pavia, nel Dipartimento di Scienze del farmaco in Aula 1 si sarebbe certamente accorto di due cose fondamentali.
La prima è che, nonostante le classi più in alto si ostinino a voler considerare gli studenti svogliati, senza spirito d’iniziativa e poco dediti ai temi “caldi” che riguardano il Paese; si è avuta la testimonianza che quest’ultimi sono tutt’altro che bamboccioni. La conferma è arrivata dal colpo d’occhio che l’aula offriva, gremita di giovani aspiranti farmacisti e non. Sottolineo il non, visto che mi è capitato di scorgere tra gli uditori numerosi studenti di Economia, Giurisprudenza ecc..
Il motivo di così tanta partecipazione è stata la Conferenza organizzata dal giovane Massimo Marengo, rappresentante degli studenti della Facoltà di Farmacia e membro di Azione Univrsitaria. La conferenza aveva titolo: LIBERALIZZAZIONI: QUALE FUTURO PER IL FARMACISTA?
Partecipavano come relatori in ordine: il Dott. Roberto Braschi (Presidente Ordine dei farmacisti della Provincia di Pavia), Dott. Mario Pipia (Presidente AGIFAR Milano, Lodi, Monza e Brianza) ed il Dott. Alberto Salzano (Consigliere dell’Ordine dei farmacisti nella provincia di Pavia).
La conferenza è stata condotta in maniera egregia dal moderatore Marengo che dopo un’attenta illustrazione delle differenza tra la vecchia riforma e la nuova ha dato subito il via alle discussioni. In primis è intervenuto il Dott. Pipia che si è detto imbarazzato dal nuovo decreto. “Uno dei problemi principali è stata l’abolizione degli esami al concorso, in questo modo quelli più penalizzati sono i neolaureati, chiunque può decidere di aprire una farmacia. La FENAGIFAR ha espresso le proprie perplessità al governo ma evidentemente non sono state recepite. Inoltre il quorum di popolazione per aprire una nuova farmacia è stato abbassato a 3300, quindi per esempio a Milano non si aprirà nessuna nuova farmacia, per poi ritrovarci 1000 posti vacanti in provincia con una certa disparità tra zone privilegiate e zone disagiate.”
Un altro tema caldo è stato il pensionamento forzato da parte dei direttori di Farmacie che abbiano compiuto il 68° anno d’età, su questo argomento è intervenuto il dottor Braschi con una battuta iniziale che ha scatenato gli applausi di tutti i presenti: “A me risulta che i politici abbiano più di 68 anni.  Da parte mia vedo sempre più una tendenza ad inserire le Leggi del Libero Mercato all’interno del mercato farmaceutico e questo non è positivo visto che lo Stato ha sempre garantito il prezzo del farmaco a un regime non concorrenziale. La Farmacia deve restare un “valore” ! -ricalca Braschi- Il capitale vuole entrare nelle professioni e dove si è liberalizzato le farmacie sono diminuite non aumentate, oggi la tendenza è parlare solo di prezzi con una forte deriva commerciale, noi vogliamo insieme ai giovani Costruire una Professione !”
Rincara la dose il Dott. Salzano, “La riforma è davvero a beneficio degli Studenti? Non ci sono grandi vantaggi, solo spostamenti da alcune farmacie ad altre, in più c’è l’impossibilità di associazione per i giovani, chi volesse associarsi (ammesso che ci riesca) dovrà rimanere associato per almeno dieci anni”
A questo punto le domande rivolte dagli studenti ai dottori sono state molteplici, gli studenti sono stanchi di sentirsi presi in giro, di arrivare a pensare di buttare il proprio tempo e soprattutto i loro soldi nello studio, un pericoloso segnale è la domanda di una studentessa al Dott. Braschi, : “Ma quindi Lei ci consiglia di fare un Master?”
La risposta è stata ovviamente positiva, ma attenzione a prendere per sciocca la domanda perché anzi, non lo è per nulla! Dietro questa domande sono vive le tensioni che in Italia stanno venendo fuori sin dalle classi più giovani, quelle che dovrebbero essere il tanto decantato futuro che Monti e co. Ci ripetono da mesi. In effetti, perché spendere magari 10000 euro in un master Farmaceutico che poi ti farà rimanere sullo stesso piano di un Barista (con tutto il rispetto per la categoria) al concorso per Farmacisti?
Un altro sintomo del rifiuto verso l’operato Statale è stata la questione portata da un’altra studentessa: “ Ma lo Stato cosa ci guadagna?” Ebbene il Dott. Pipia non si è voluto giustamente sbilanciare ma la risposta è venuta da tutti in aula e viene anche adesso, UNO SDOGANAMENTO GENERALE DELLA PROFESSIONE A CHIUNQUE,  ed in questo caso alle multinazionali che riempiranno le casse dello Stato per dirigere centinaia di Farmacie sotto un unico proprietario, che rischi di diventare un pericolo enorme inutile stare a dirlo, quello che possiamo dire con sicurezza è che oggi gli studenti della Facoltà di Farmacia sono corsi come si accorre verso un amico malato per sentirsi rassicurati sul proprio futuro, ma che nonostante l’Impegno e l’encomiabile chiarezza con cui i Dottori presenti hanno esposto la Situazione e dichiarato l’appoggio alla categoria studentesca, sono tornati a casa con la consapevolezza che se non cambia qualcosa ( e deve cambiare) a un amico malato non potranno dare neanche un Farmaco.


Luca Bellantone

lunedì 14 maggio 2012

Riforma del sistema farmacie: resoconto della conferenza tenutasi presso la facoltà di Farmacia






La legge 24 marzo 2012 n 27, recante la conversione in legge del cosiddetto “decreto liberalizzazioni” prevede nell’ambito della distribuzione del farmaco una serie di novità, vediamo sintenticamente quali sono:  verranno aperte circa 5 mila nuove farmacie;  viene imposto un limite di età – 68 anni – per la direzione sanitaria delle farmacie;  vengono aboliti alcuni vincoli di orario d’apertura eliminando la soglia massima; viene data la possibilità di applicare sconti per la vendita al solo pubblico di tutti i tipi di farmaci.  Il legislatore ha previsto l’apertura di nuove sedi farmaceutiche  in forza all’abbassamento del coefficiente farmacie/abitanti che da 5000 (4000 per i grossi centri) è sceso a 3300, rendendo necessario la proclamazione di un concorso straordinario atto a coprire le sedi vacanti, che data la straordinarietà presenterà alcune variazioni: in primo luogo viene eliminato fra i criteri selettivi la prova d’esame, quindi sarà per soli titoli; tuttavia sarà possibile presentare una domanda di gestione associata vincolata che prevede la cumulabilità dei titoli.

L’incontro, come previsto, comincia alle 12,30 nell’aula 1 quanto mai gremita del dipartimento di Scienze del Farmaco.  Sono presenti  in qualità di relatori: la Prof.ssa Conti (Presidente Consiglio didattico facoltà di Farmacia) il Dott. Braschi (Presidente dell’Ordine provinciale farmacisti); il Dott Pipia (Presidente AGIFAR  Milano, Lodi, Monza e Brianza), il Dott. Salzano (Consigliere dell’Ordine provinciale farmacisti).
Modera il consigliere di facoltà – di farmacia – in quota azione universitaria  Massimo Marengo.
Il tema è dei più attuali e dibattuti, riuscendo a coinvolgere un pubblico non solo fatto di addetti ai lavori.
L’argomento liberalizzazioni,in qualunque ambito,  porta spesso allo scontro di vedute fra loro molto controverse, infatti per avere un dibattito quanto più possibile obiettivo ed eterogeneo sono stati invitati rappresentati di entrambi gli “schieramenti”, ovvero titolari e dipendenti.
Introduce Massimo Marengo ringraziando innanzitutto la facoltà di Farmacia per aver concesso gli spazi e la Prof.ssa Conti in quanto rappresentante, il Dott. Congi per il supporto fornitoci nell’organizzazione dell’evento ed i relatori per la disponibilità.
Dopo il saluto rivoltoci dalla Prof.ssa Conti  per nome della Facoltà, vengono  proiettati dei video riguardanti il  tema in questione e che hanno come protagonisti il Ministro della Sanità Balduzzi, la Dott.ssa Racca in qualità di Presidente nazionale di Federfarma e il Dott. Mandelli, Presidente nazionale dell’Ordine dei Farmacisti ed infine un’intervista riporta l’opinione  di alcuni studenti di Farmacia. Non appena finiti i video Marengo sottopone al pubblico alcune slide nelle quali viene comparata la situazione pre e post riforma dando vita al dibattito coi relatori.
Il Dottor Pipia – chiamato ad esprimersi circa le modalità d’assegnazione delle nuove sedi –   palesa subito la sua contrarietà a questo tipo di concorso , arrivando a definirsi imbarazzato, poichè sebbene crei nuovi posti di lavoro avvantaggia, dati i criteri selettivi, solo chi un lavoro già ce l’ha.
In merito al limite di età si  esprime negativamente il Dottor Braschi definendolo un “esproprio della farmacia”, poiché  implica la scissione dei due ruoli – titolare e direttore sanitario – venendo meno quel carattere altamente professionale del farmacista.
Il Dottor Salzano – al quale si chiede quali opportunità vede per i dipendenti grazie alla nuova legge –   asserisce che l’apertura di nuove farmacie avrà come unica conseguenza lo  spostamento di dipendenti, da una sede all’altra, senza creare di fatto nuovi posti di lavoro.

Da questo dibattito e dagli interventi degli studenti è emersa senza dubbio una disapprovazione diffusa in merito a questa riforma.  Abbiamo però ottenuto nuovi ed interessanti spunti di riflessione, sugli effetti a breve ed a lungo termine in tema di liberalizzazione. Un evento che potrebbe avere ritorsioni negative sulla collettività, a nostro avviso, sarebbe l’entrata tout court della GDO nella vendita dei farmaci al pubblico, dove come sottolineava il Dottor Braschi, venendo menuo la professionalità del farmacista si andrebbe incontro ad una politica di marketing aggressiva e sfrontata con il solo scopo di aumentare le vendite indipendentemente dalle necessità del paziente.  Un altro effetto su cui abbiamo riflettuto è la ricaduta sull’immagine del farmacista che ne uscirebbe senza dubbio sminuita, riducendosi da laureato professionista a  vittima delle logiche del marketing.

Massimo Marengo, Davide Bellavia

mercoledì 9 maggio 2012

LIBERALIZZAZIONI: quale futuro per il farmacista?


AZIONE UNIVERSITARIA PAVIA è lieta di invitarvi alla conferenza "LIBERALIZZAZIONI: quale futuro per il farmacista?" che si terrà LUNEDI' 14 MAGGIO, alle ore 12,30 in AULA 1 del Dipartimento di Scienze del farmaco (ex Aula A del Dipartimento di Chimica farmaceutica), in via Taramelli 12.

Scopo del convegno sarà quello di informarci sul Decreto liberalizzazioni del Governo Monti, che riguarda direttamente tutti noi farmacisti e futuri tali.
Cercheremo di fare luce su un testo effettivamente non chiaro, che cambierà le precedenti disposizioni soprattutto in merito alla pianta demografica, al quorum, all'età pensionabile, agli orari di apertura delle farmacie e ai concorsi.


INTERVENGONO:
- Dott. Roberto Braschi, Presidente Ordine dei farmacisti, provincia di Pavia
- Prof. Amedeo Marini, Preside della Facoltà di Farmacia, Pavia
- Dott. Mario Pipia, Presidente AGIFAR Milano Lodi Monza e Brianza
- Dott. Alberto Salzano, Consigliere dell'Ordine dei farmacisti, provincia di Pavia

MODERA:
- Massimo Marengo, Rappresentante degli studenti Facoltà di Farmacia

venerdì 4 maggio 2012

Azione Universitaria Pavia per Villa Ramelli




Il caso di Villa Ramelli di Tolve (PZ) non poteva lasciare indifferenti Azione Universitaria Pavia, compatto gruppo di militanti provenienti da tutta Italia e anche dalla Basilicata.
La rimozione della targa commemorativa da parte del sindaco di Tolve, alla vigilia dell’anniversario della morte di Sergio ci ha stupito e soprattutto noi, Lucani del gruppo, ci siamo sentiti chiamati in causa, colpiti dal pregiudizio e dalla ignoranza che ancora aleggiano nella classe dirigente della nostra Regione.
Ad una settimana di distanza siamo stanchi di leggere che si è ancora orfani di idiologie, che la targa è a disposizione di chi vuole intitolare a Ramelli una sezione politica. E siamo stanchi che i giornali minimizzano e nello stesso tempo creano tensioni inutili insistendo su le distanze tra ex AN e ex FI.
Non conosciamo i veri motivi che hanno portato alla rimozione della targa, non vogliamo saperli, noi ci schieriamo in difesa di Villa Ramelli, senza se e senza ma.
E’ un nostro dovere difendere Sergio, per la sua militanza, per il suo sacrificio. Sergio è morto per il suo credo politico; noi oggi siamo liberi di scrivere, parlare, dibattere, militare senza la paura che qualcuno ci colpisca a morte. Sergio questo non l’ha potuto fare, in quegli anni si usciva di casa per fare politica con la consapevolezza di non poterci più ritornare.
Era bella l’idea di una villa comunale dedicata a Sergio. La villa comunale, soprattutto nei piccoli centri è luogo di aggregazione, di giochi, di incontri, di primi amori. La politica giovanile è come una villa comunale: è aggregazione, crescita, formazione, è il vivaio dei politici di domani. La nostra politica giovanile è figlia del sacrificio di Sergio.
La libertà di esprimere il proprio credo politico è anche libertà di intitolare una via, una piazza, una villa ad un ragazzo come Sergio.
Forse ogni tanto i vecchi politi dovrebbero imparare dalla politica giovanile; dovrebbero lasciarsi contagiare dalla nostra voglia di fare  non contaminata da strani e confusi calcoli per rimanere ben saldi alla poltrona. Noi, seduti su vecchie e sgangherate sedie di sedi di partito, sappiamo ancora ridere, divertirci e far politica.
Noi di AU PAVIA difendiamo Villa Ramelli e il suo significato.
Noi stiamo con Sergio e invitiamo le altre associazioni politiche giovanile ad intervenire per appoggiare chi vuole riportare la targa al suo posto.
“…e quando siete felici e godete della libertà che i coraggiosi vi hanno regalato, abbiate un pensiero per loro, che sono passati come passa una carezza del vento…” Tolve (PZ) “ 2004


Maria  Piliero Antonio Spera