martedì 24 aprile 2012

RIVOLUZIONARI 2.0

È da un po' che ci penso, a come sarebbe la mia vita se fossi un estremista. Sicuramente molto più facile. Potrei dire che la società di oggi mi fa schifo mentre mangio al McDonald's, che il liberismo è il male assoluto mentre navigo con l'ipad, potrei sospirare rammentando che il duce era una brava persona e sì che si viveva bene ai suoi tempi, malgrado io sia nato negli anni '80. Potrei adorare tutti i dittatori della storia in modo assolutamente democratico, Stalin, Saddam, Mao, Ahmadinejad, Mussolini e così via. Potrei odiare gli USA e sostenere di riflesso chiunque li attacchi, perchè i civili statunitensi devono pagare. A prescindere da quale sia la colpa. Odierei anche sicuramente gli ebrei, perchè cazzo, se Hitler li gasava, un motivo ci sarà stato no?
Anche il mio "impegno politico" risulterebbe assai facilitato. Chiuso dentro un centro sociale, a parlare con gente che più o meno la pensa allo stesso mio modo, sai che bello avere nessuno che ti rompe le palle perchè non è d'accordo con cosa stai dicendo. Non dovrei neanche difendere l'operato del mio partito, perchè sarei convinto di cambiare quella società che mi disgusta solo incontrando i miei amici, scrivendo ogni tanto qualcosa su facebook e restando fuori da qualsiasi gruppo parlamentare. Facendo il rivoluzionario da tastiera, insomma. Ma se proprio volessi uscire di casa, salirei su un traliccio dell'alta tensione per poi incolpare i soliti sbirri e diventare un eroe, prendendo 2 piccioni con una fava.
Ecco, son riuscito in poche righe a fare un concentrato elevatissimo di luoghi comuni, e avrei potuto continuare, ma da "ignorante liberale" quale sono oggi, che crede nella Politica come unico mezzo per amministrare lo Stato, penso sia superfluo proseguire a descrivere una persona che non diventerò mai.
«Potestas in populo, auctoritas in senatu» Marco Tullio Cicerone, "De Legibus"

Massimo Marengo

martedì 17 aprile 2012

Borghezio: ‘Per sconfiggere la mafia vendiamo Sicilia e Campania agli Usa’ Ecco l’ultima sparata dell’europarlamentare leghista

La “proposta” è stata lanciata ieri 17 aprile in collegamento telefonico durante il talk show di Klaus Davi Klaus Condicio: “Inutile negare che la mafia in Sicilia e la camorra in Campania sono saldamente radicate nel territorio, quindi una soluzione potrebbe essere che Monti la venda a uno stato estero o a qualche miliardario visto che non si riesce ad estirpare il malaffare troppo radicato. Nonostante i numerosissimi siciliani e campani onesti non c'è speranza”.

Ecco la ricetta dell’avvocato torinese per distrarre l’attenzione dai fatti di via Bellerio dove a quanto pare la corruzione ed il malaffare erano di casa. Mentre la magistratura tenta di sbrogliare la matassa fra diamanti, lingotti, Audi, quattrini buttati al vento per far laureare trote all’estero ed un tesoriere indagato contemporaneamente da tre diverse procure per appropriazione indebita e truffa , Borghezio trova il barbaro coraggio – effettivamente c’era d’aspettarselo essendo un Barbaro sognante – di continuare a dileggiare il Sud. Sud che ha dato il proprio contributo attraverso le tasse a quei rimborsi elettorali che Bossi & Co pare abbiano mangiato per anni a quattro ganasce. Ci vuole proprio una bella faccia tosta. E lui ne ha da vendere. Ne ebbe – si suppone – quando a La Zanzara definì come “condivisibili” le idee espresse da Anders Behring Breivik, l’uomo che ha confessato di essere il responsabile degli attentati del 2011 in Norvegia che hanno causato settantasette morti e novantasei feriti. Con Borghezio si raggiunge il grottesco quando a voler dare lezioni di (Lega)lità è lui, che risulta condannato in via definitiva per aver incendiato i pagliericci di alcuni immigrati che dormivano. È chiaro che non esistono reati senza vittime ma questo a mio avviso è particolarmente reprovevole vista la carica di crudeltà, l’assenza di necessità e soprattutto la vigliaccheria del gesto. Egli, come tutti i leghisti della boria e della supponenza ne ha fatto un mestiere. Da più di vent’anni insultano il Sud, sparano a zero su “Roma Ladrona”, ostentando un concetto di superiorità manifesta, col fare da primi della classe, di chi è candido, di chi ha la coscienza pulita, e poi li abbiamo scoperti essere i più guasti. Borghezio è il perfetto rappresentante di un partito arrogante e goffamente demagogico che ha fallito su tutta la linea: politica, progettuale e soprattutto morale. Il cui leader – Bossi – con quell’aria da statista neofita, sentenziava parole di disgusto verso i meridionali salvo poi pensare alla Famigghia, facendo eleggere il figlio ventiduenne dalla carriera scolastica disastrosa e dalle quantomeno dubbie qualità intellettive alle ultime elezioni regionali lombarde, dando chiaro esempio di nepotismo, e che sembra aver ristrutturato casa Bossi coi soldi pubblici, e si suppone abbia dirottato ben un milione e centoventimila euro per la scuola Padana di sua moglie e via discorrendo.

Per la serie: da che pulpito viene la predica.

Davide Bellavia