venerdì 6 luglio 2012




Ecco che sono finiti gli europei di calcio in Polonia e Ucraina, uno dei pochi eventi che ancora riescono a tenere per un mesetto tutta l'Italia unita, sebbene purtroppo sappiamo bene come sia andato a finire.
Da un bel po' di tempo invece sui social network e nel web in generale impazza la notizia di un (presunto) genocidio di cani randagi perpetrato dalle forze dell'ordine ucraine, al fine di ripulire le strade in vista della manifestazione. Detto che ho sempre adorato gli animali, e soprattutto i cani, simbolo di fedeltà, amore e di tranquillità domestica (concetto parallelo e anzi praticamente omologo a quello di Patria), il problema dei randagi non pare sia cosa da poco, dato che si muovono in gruppo e, nel ricercare cibo, sovente attaccano anche le persone.

Tuttavia voglio spostare l'argomento di discussione da un'altra parte, più precisamente in SudAfrica, dove nel 2010 si giocarono i mondiali di calcio. Vi ricordate il ritornello inventato ad hoc da Shakira? Quello con un gran significato perbenista e terzomondista, "è il momento dell'Africa" recitava, ma che poi è finito nel profondo becerismo da discoteca, cantato e ballato da milioni di persone in tutto il mondo. Possibile che una canzone riesca ad eclissare un genocidio? Pare proprio di sì. E noi che ci chiediamo come abbia fatto Hitler a nascondere per così tanti anni i suoi lager....
Stiamo parlando del genocidio, iniziato ai primi del '900, che vede i boeri, i discendenti dei contadini olandesi, uccisi (e non solo) dalla popolazione nera, i discendenti degli zulù. Nel 2009 il premier sudafricano Thabo Mbeki (nero e comunista) varò una serie di leggi per il "potenziamento economico dei neri": sì al diritto inviolabile della proprietà privata (per chi è nero), sì alla distruzione della cultura bianca, eliminando i loro centri culturali, radiofonici, scolastici. No al diritto per un boero di possedere un'arma. Dunque, la parola d'ordine è: uccidi il bianco (che lì ci abita da circa 300anni), va ad incassare la "taglia" e impossessati delle sue terre, non importa come: spara, impicca, brucia, sevizia, stupra, diffondi l'AIDS.

Il mio intento non è quello di riportarvi un bollettino di guerra dettagliato, purtroppo non lo conosco, ma vorrei porre l'attenzione su questo: possibile che animalisti frustrati dalla vita e dalla gente facciano più notizia di un vero sterminio che, tra il 1994 ed il 2009, conta più di 3mila morti?
Intanto nessuno, neanche l'ONU, interviene. Forse un altro Zimbabwe è nell'aria.

Massimo Marengo

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