lunedì 14 maggio 2012

Riforma del sistema farmacie: resoconto della conferenza tenutasi presso la facoltà di Farmacia






La legge 24 marzo 2012 n 27, recante la conversione in legge del cosiddetto “decreto liberalizzazioni” prevede nell’ambito della distribuzione del farmaco una serie di novità, vediamo sintenticamente quali sono:  verranno aperte circa 5 mila nuove farmacie;  viene imposto un limite di età – 68 anni – per la direzione sanitaria delle farmacie;  vengono aboliti alcuni vincoli di orario d’apertura eliminando la soglia massima; viene data la possibilità di applicare sconti per la vendita al solo pubblico di tutti i tipi di farmaci.  Il legislatore ha previsto l’apertura di nuove sedi farmaceutiche  in forza all’abbassamento del coefficiente farmacie/abitanti che da 5000 (4000 per i grossi centri) è sceso a 3300, rendendo necessario la proclamazione di un concorso straordinario atto a coprire le sedi vacanti, che data la straordinarietà presenterà alcune variazioni: in primo luogo viene eliminato fra i criteri selettivi la prova d’esame, quindi sarà per soli titoli; tuttavia sarà possibile presentare una domanda di gestione associata vincolata che prevede la cumulabilità dei titoli.

L’incontro, come previsto, comincia alle 12,30 nell’aula 1 quanto mai gremita del dipartimento di Scienze del Farmaco.  Sono presenti  in qualità di relatori: la Prof.ssa Conti (Presidente Consiglio didattico facoltà di Farmacia) il Dott. Braschi (Presidente dell’Ordine provinciale farmacisti); il Dott Pipia (Presidente AGIFAR  Milano, Lodi, Monza e Brianza), il Dott. Salzano (Consigliere dell’Ordine provinciale farmacisti).
Modera il consigliere di facoltà – di farmacia – in quota azione universitaria  Massimo Marengo.
Il tema è dei più attuali e dibattuti, riuscendo a coinvolgere un pubblico non solo fatto di addetti ai lavori.
L’argomento liberalizzazioni,in qualunque ambito,  porta spesso allo scontro di vedute fra loro molto controverse, infatti per avere un dibattito quanto più possibile obiettivo ed eterogeneo sono stati invitati rappresentati di entrambi gli “schieramenti”, ovvero titolari e dipendenti.
Introduce Massimo Marengo ringraziando innanzitutto la facoltà di Farmacia per aver concesso gli spazi e la Prof.ssa Conti in quanto rappresentante, il Dott. Congi per il supporto fornitoci nell’organizzazione dell’evento ed i relatori per la disponibilità.
Dopo il saluto rivoltoci dalla Prof.ssa Conti  per nome della Facoltà, vengono  proiettati dei video riguardanti il  tema in questione e che hanno come protagonisti il Ministro della Sanità Balduzzi, la Dott.ssa Racca in qualità di Presidente nazionale di Federfarma e il Dott. Mandelli, Presidente nazionale dell’Ordine dei Farmacisti ed infine un’intervista riporta l’opinione  di alcuni studenti di Farmacia. Non appena finiti i video Marengo sottopone al pubblico alcune slide nelle quali viene comparata la situazione pre e post riforma dando vita al dibattito coi relatori.
Il Dottor Pipia – chiamato ad esprimersi circa le modalità d’assegnazione delle nuove sedi –   palesa subito la sua contrarietà a questo tipo di concorso , arrivando a definirsi imbarazzato, poichè sebbene crei nuovi posti di lavoro avvantaggia, dati i criteri selettivi, solo chi un lavoro già ce l’ha.
In merito al limite di età si  esprime negativamente il Dottor Braschi definendolo un “esproprio della farmacia”, poiché  implica la scissione dei due ruoli – titolare e direttore sanitario – venendo meno quel carattere altamente professionale del farmacista.
Il Dottor Salzano – al quale si chiede quali opportunità vede per i dipendenti grazie alla nuova legge –   asserisce che l’apertura di nuove farmacie avrà come unica conseguenza lo  spostamento di dipendenti, da una sede all’altra, senza creare di fatto nuovi posti di lavoro.

Da questo dibattito e dagli interventi degli studenti è emersa senza dubbio una disapprovazione diffusa in merito a questa riforma.  Abbiamo però ottenuto nuovi ed interessanti spunti di riflessione, sugli effetti a breve ed a lungo termine in tema di liberalizzazione. Un evento che potrebbe avere ritorsioni negative sulla collettività, a nostro avviso, sarebbe l’entrata tout court della GDO nella vendita dei farmaci al pubblico, dove come sottolineava il Dottor Braschi, venendo menuo la professionalità del farmacista si andrebbe incontro ad una politica di marketing aggressiva e sfrontata con il solo scopo di aumentare le vendite indipendentemente dalle necessità del paziente.  Un altro effetto su cui abbiamo riflettuto è la ricaduta sull’immagine del farmacista che ne uscirebbe senza dubbio sminuita, riducendosi da laureato professionista a  vittima delle logiche del marketing.

Massimo Marengo, Davide Bellavia

Nessun commento:

Posta un commento