domenica 20 maggio 2012

Orfani di Stato



Stanotte e nella giornata di oggi, forti scosse di terremoto hanno interessato l’area modenese e più in generale il Nord Italia: a Finale dell’Emilia è crollata la torre dell’orologio ed è rimasto ferito un vigile del fuoco.  Questo evento, di per sé drammatico, probabilmente sarà ricordato anche perché l’ultimo che ricerverà gli aiuti di Stato in caso appunto di calamità naturali. Si perché l’esecutivo guidato dal bocconiano ha deciso, per tagliare la spesa pubblica, di non aiutare più i cittadini in caso di calamità naturali. Chi abita in una zona a rischio sarà costretto a stipulare costose assicurazioni per rimediare ai danni causati da terremoti ed alluvioni.  A questo punto ci si domanda seriamente a cosa serva pagare le tasse se lo Stato non vuole intervenire in aiuto del cittadino.
Si è appena consumata una tragedia a Brindisi. Nei pressi dell’istituto professionale “Morvillo Falcone” tre bombole di GPL collegate fra loro sono state fatte esplodere alle 7, 45 di sabato uccidendo la sedicenne Melissa Bassi e ferendo in modo grave altre cinque ragazzine.  Comincia il solito tam-tam mediatico, tutti i giornalisti si stracciano le vesti invocando giustizia, altri si perdono in funamboliche elucubrazioni circa il movente. E’ ripartita la giostra del macabro. Riappare il fantasma della cosiddetta  <<strategia della tensione>> , dopo che due settimane fa è stato gambizzato l’AD dell’Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, e dopo il tragico evento  di ieri il Ministro dell’Interno Cancellieri non se la sente di escludere tale ipotesi.  Nel frattempo le sinistre strumentalizzano l’accaduto tirando fuori le bandiere nei cortei mentre prende piede anche l’ipotesi del gesto isolato.
Ma tutto questo non può essere ascrivibile soltanto alla frustrazione del singolo. L’esasperazione a causa della crisi ha portato dall’inizio dell’anno ad oggi 34 imprenditori ad arrendersi, a decidere di farla finita. Per sempre.  I più maligni ci vedono dietro le vessazioni di equitalia,  quello che è certo è la totale assenza dello Stato.  Il governo Monti asservito alle logiche della finanza ha abbandonato definitivamente la questione (ed il  compito) sociale.  Ci si aspettava che in occasione di una simile tragedia l’uomo di Goldman Sachs lasciasse Camp David, dov’era impegnato per il G8,  e corresse subito dai suoi cittadini, ma così non è stato. Così come non ha presenziato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Del governo corrente non si può nemmeno apprezzare la “buona volontà” perché ad oggi non si annovera nessun tentativo di inversione di rotta.  Piegato alle regole speculative e disinvolto nel suo ruolo di maggiordomo dei banchieri, l’esecutivo guidato da Mario Monti cerca il consenso  nel mondo della finanza e non nell’economia reale.  Il decreto “Salva Italia” non ha fatto altro che spermere all’osso i cittadini, a cui viene chiesto l’ennesimo sacrificio, con le banche che invece di investire sulle piccole e medie imprese e sul lavoro reale sono  impegnate nelle speculazioni finanziarie. L’IMU si teme sia la tassa dagli effetti più nefasti sia per il mondo imprenditoriale che per  le famiglie. Verrano ricalcolati i valori catastali ed i coefficienti per gli immobili residenziali, per i fabbricati industriali e per i terreni agricoli, per gli ultimi già nella prima tranche è prevista una rivalutazione del reddito dominicale del 25%. Quando si dice voler promuovere il “Made in Italy”. Salteranno tutte le agevolazioni per disabili ed anziani che vivono in case di cura, a meno che non si faccia carico dell’agevolazione il loro comune di residenza, l’idea è: lo stato non deve perderci (il cittadino si).  A farla da padrone comunque sono ansia e insicurezza, sia sul piano economico che sociale.  Continua ad essere agitato lo spauracchio Grecia ed il rischio di default;  a noi più che uno spauracchio sembra il  capro espiatorio di Palazzo Chigi sul quale riversare ogni colpa ed ogni responsabilità.  E’ sufficiente fare riferimento ad un unico dato, il PIL della nazione Ellenica, e scoprire che ad esso equivale quello della sola provincia di Vicenza, per accorgersi di quanto il paragone risulti improbabile quanto strumentale.
La perdità di credibilità anche sul piano internazionale – ricordiamoci che i fucilieri del Battaglione San Marco sono ancora detenuti dal governo Indiano – ma soprattutto i segni della disfatta sul piano economico e sociale ci inducono a chiedere le immediate dimissioni dell’attuale esecutivo ed il ritorno alle urne.

 Davide Bellavia

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