giovedì 31 maggio 2012

Obama: studente modello, con lo spinello


“Total Absortion”, era questo il motto del presidente degli Stati Uniti ai tempi del college. Magari in conseguenza di questo primo slogan è nato  il molto più famoso “Yes we can”, a riprova che nulla è impossibile, anche trattenere il fumo di THC fino a stramazzare al suolo. Pena, l’esclusione dalla “Choom Gang”, la banda  capeggiata dall’attuale inquilino della Casa Bianca. Eh si, Obama da ragazzo, negli anni 70, era considerato il leader di un gruppo – la Choom Gang –  dedito al consumo intensivo di cannabinoidi, ed era sempre lui a stabilire chi poteva fare parte della cricca e chi no.  Altra “direttiva” impartita ai sottoposti dal giovane democratico era quella di dormire la notte prima di un esame con un libro sotto il cuscino. Anche per questa probabilmente il merito va al “TA”,  acronimo col quale in slang si riferivano alla loro filosofia di fumo.  Questo, e non solo, è quanto emerge dal libro di David Maraniss, “Barack Obama. The Story”, altra biografia del Presidente nero non autorizzata. Ironia a parte la notizia è di quelle che, trattando della vita privata di un potente, sono tanto amate dalla stampa italiana, eppure è passata abbastanza in sordina qui da noi. David Maraniss sostiene che era lui a proporre sempre nuovi modi per sballarsi con il thc; già Clinton aveva ammesso di aver provato la marijuana, ma senza aspirarne il fumo, Obama invece ha confermato appieno questa storia. Il paragone con la vita privata di Berlusconi nasce spontaneo:  quante volte abbiamo sentito gli pseudo giornalisti sinistroidi inneggiare ai valori della famiglia e della legalità? A prescindere dal fatto che questi arrivano da una cultura che non conosce la parola "valore", se la legge è uguale per tutti, allora anche l'attenzione mediatica dovrebbe essere rivolta in modo equo a tutti. Se posso distruggere un uomo scrivendo delle sue marachelle con donne di facili costumi, perchè non parlare di una storia di droga in cui è coinvolta una figura sicuramente più importante a livello mondiale di un semplice Presidente del Consiglio italiano (carica svenduta da Napolitano pochi mesi fa)? Tante infatti sono state dette su Berlusconi, chi gli dava del puttaniere, chi gli dava del nano bastardo e puttaniere, chi più semplicemente pensava che uno nella sua posizione non avrebbe dovuto fare certe cose. Il nostro intento non è quello di difendere Berlusconi, ma quello di dar rilevanza a un fatto per noi molto grave. Se andare a letto con prostitute è da condannare eticamente, a maggior ragione dovrebbe essere fatto per un Presidente degli Stati Uniti d'America  con simili scheletri nell’armadio. Colui che con il renziano "yes we can" pensava di cambiare il mondo con qualche battuta e grande ottimismo, facendo leva sulla sua origine da un po' si è dovuto ricredere.  Di certo quanto appena emerso non gli gioverà molto in termini di popolarità.
Davide Bellavia, Massimo Marengo


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