mercoledì 16 maggio 2012

LIBERALIZZAZIONI ? SI, ALLE FAZIONI.



Chi fosse stato presente giorno 14 maggio  a Pavia, nel Dipartimento di Scienze del farmaco in Aula 1 si sarebbe certamente accorto di due cose fondamentali.
La prima è che, nonostante le classi più in alto si ostinino a voler considerare gli studenti svogliati, senza spirito d’iniziativa e poco dediti ai temi “caldi” che riguardano il Paese; si è avuta la testimonianza che quest’ultimi sono tutt’altro che bamboccioni. La conferma è arrivata dal colpo d’occhio che l’aula offriva, gremita di giovani aspiranti farmacisti e non. Sottolineo il non, visto che mi è capitato di scorgere tra gli uditori numerosi studenti di Economia, Giurisprudenza ecc..
Il motivo di così tanta partecipazione è stata la Conferenza organizzata dal giovane Massimo Marengo, rappresentante degli studenti della Facoltà di Farmacia e membro di Azione Univrsitaria. La conferenza aveva titolo: LIBERALIZZAZIONI: QUALE FUTURO PER IL FARMACISTA?
Partecipavano come relatori in ordine: il Dott. Roberto Braschi (Presidente Ordine dei farmacisti della Provincia di Pavia), Dott. Mario Pipia (Presidente AGIFAR Milano, Lodi, Monza e Brianza) ed il Dott. Alberto Salzano (Consigliere dell’Ordine dei farmacisti nella provincia di Pavia).
La conferenza è stata condotta in maniera egregia dal moderatore Marengo che dopo un’attenta illustrazione delle differenza tra la vecchia riforma e la nuova ha dato subito il via alle discussioni. In primis è intervenuto il Dott. Pipia che si è detto imbarazzato dal nuovo decreto. “Uno dei problemi principali è stata l’abolizione degli esami al concorso, in questo modo quelli più penalizzati sono i neolaureati, chiunque può decidere di aprire una farmacia. La FENAGIFAR ha espresso le proprie perplessità al governo ma evidentemente non sono state recepite. Inoltre il quorum di popolazione per aprire una nuova farmacia è stato abbassato a 3300, quindi per esempio a Milano non si aprirà nessuna nuova farmacia, per poi ritrovarci 1000 posti vacanti in provincia con una certa disparità tra zone privilegiate e zone disagiate.”
Un altro tema caldo è stato il pensionamento forzato da parte dei direttori di Farmacie che abbiano compiuto il 68° anno d’età, su questo argomento è intervenuto il dottor Braschi con una battuta iniziale che ha scatenato gli applausi di tutti i presenti: “A me risulta che i politici abbiano più di 68 anni.  Da parte mia vedo sempre più una tendenza ad inserire le Leggi del Libero Mercato all’interno del mercato farmaceutico e questo non è positivo visto che lo Stato ha sempre garantito il prezzo del farmaco a un regime non concorrenziale. La Farmacia deve restare un “valore” ! -ricalca Braschi- Il capitale vuole entrare nelle professioni e dove si è liberalizzato le farmacie sono diminuite non aumentate, oggi la tendenza è parlare solo di prezzi con una forte deriva commerciale, noi vogliamo insieme ai giovani Costruire una Professione !”
Rincara la dose il Dott. Salzano, “La riforma è davvero a beneficio degli Studenti? Non ci sono grandi vantaggi, solo spostamenti da alcune farmacie ad altre, in più c’è l’impossibilità di associazione per i giovani, chi volesse associarsi (ammesso che ci riesca) dovrà rimanere associato per almeno dieci anni”
A questo punto le domande rivolte dagli studenti ai dottori sono state molteplici, gli studenti sono stanchi di sentirsi presi in giro, di arrivare a pensare di buttare il proprio tempo e soprattutto i loro soldi nello studio, un pericoloso segnale è la domanda di una studentessa al Dott. Braschi, : “Ma quindi Lei ci consiglia di fare un Master?”
La risposta è stata ovviamente positiva, ma attenzione a prendere per sciocca la domanda perché anzi, non lo è per nulla! Dietro questa domande sono vive le tensioni che in Italia stanno venendo fuori sin dalle classi più giovani, quelle che dovrebbero essere il tanto decantato futuro che Monti e co. Ci ripetono da mesi. In effetti, perché spendere magari 10000 euro in un master Farmaceutico che poi ti farà rimanere sullo stesso piano di un Barista (con tutto il rispetto per la categoria) al concorso per Farmacisti?
Un altro sintomo del rifiuto verso l’operato Statale è stata la questione portata da un’altra studentessa: “ Ma lo Stato cosa ci guadagna?” Ebbene il Dott. Pipia non si è voluto giustamente sbilanciare ma la risposta è venuta da tutti in aula e viene anche adesso, UNO SDOGANAMENTO GENERALE DELLA PROFESSIONE A CHIUNQUE,  ed in questo caso alle multinazionali che riempiranno le casse dello Stato per dirigere centinaia di Farmacie sotto un unico proprietario, che rischi di diventare un pericolo enorme inutile stare a dirlo, quello che possiamo dire con sicurezza è che oggi gli studenti della Facoltà di Farmacia sono corsi come si accorre verso un amico malato per sentirsi rassicurati sul proprio futuro, ma che nonostante l’Impegno e l’encomiabile chiarezza con cui i Dottori presenti hanno esposto la Situazione e dichiarato l’appoggio alla categoria studentesca, sono tornati a casa con la consapevolezza che se non cambia qualcosa ( e deve cambiare) a un amico malato non potranno dare neanche un Farmaco.


Luca Bellantone

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