sabato 19 maggio 2012

IL GIORNO DI DOLOR CHE NOI ABBIAMO

Avete presente cosa vuol dire svegliarsi al mattino per morire? Immaginate cosa vuol dire sentirsi chiamare a casa con una voce che ti dice “Tua figlia è morta”. Tua figlia è morta perché stava andando a scuola. Melissa ci ha lasciata. Melissa è morta perché stava andando a scuola. Melissa è morta. Melissa è morta. Squarciata da una bomba. Melissa ci ha lasciati, abbandonati. Non l’ha voluto lei, non l’ha deciso. Non ci voleva lasciare, non l’ha deciso lei. Qualcuno ha scelto al posto suo. Un volto ignoto, magari più di uno, si è preso un diritto che in questa vita dovrebbe toccare solo a Dio. Adesso restano solo quaderni e diari in fiamme davanti alla scuola, quasi a ricordare che tutto in questa vita è destinato a finire in cenere. E’ vero, siamo destinati alla polvere, ma non così, non in questo modo, non è giusto. Ci tocca pure sentire le solite frasi di circostanza, sdegno, preoccupazione nelle note del Quirinale. Avete capito? PREOCCUPAZIONE!!!!!
Cosa possiamo fare? Che possiamo dire? Questo è un colpo al cuore, per tutti noi, senza distinzione d’età, di regione, di colore politico.
L’unica cosa che ci resta da fare è scendere nelle strade, tutti, giovani, vecchi, farci sentire, perché è ora, perché è giusto, perché la misura è colma! Siamo stufi di vedere il nostro futuro che si sta dissolvendo come una nuvola nell’aria, come il fumo nell’aria davanti alla scuola di Brindisi oggi. Dobbiamo urlare perché oggi ad una di noi, ad una nostra SORELLA oltre al futuro è stata rubata la VITA! E di tutti i furti che stiamo vedendo oggi in Questo benedetto e disgraziato Paese, beh, questo è davvero il più brutto. Il più Vergognoso.
Luca  Bellantone


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