sabato 26 maggio 2012

GLI EROI NON SI DIMENTICANO


Di eroi l'Italia ne ha visti nascere tanti, persone che con fierezza e perseveranza lavorarono per il bene della nostra Patria e della nostra cultura: da Dante a Cesare Battisti, da Giulio Cesare a Sant'Agostino, da Machiavelli a Giuseppe Mazzini. Essi sono figli di epoche molto diverse tra loro, ma che in comune hanno un sentimento potente ed emozionante che trasmettono ancora al Patriota del nostro tempo ogni qualvolta legge i loro nomi.
In questi giorni ricorrono gli anniversari della morte di due tra gli ultimi eroi italiani, grandi uomini martirizzati perchè sognavano un'Italia forte e giusta. I loro nomi sono Giovanni Falcone (18 maggio 1939 – 23 maggio 1992) e Paolo Borsellino (19 gennaio 1940 – 19 luglio 1992), entrambi magistrati palermitani, e incorruttibili soldati della lotta alla mafia.
Falcone, con la moglie e tre agenti di scorta, fu ucciso facendo detonare cinque quintali di tritolo sotto l'autostrada A29, nei pressi di Capaci, distruggendo completamente la carreggiata.
Circa due mesi più tardi, il Giudice Borsellino venne ammazzato con 5 agenti di scorta mentre andava a trovare la madre, facendo esplodere una macchina con 100kg di esplosivo parcheggiata nei pressi dell'abitazione, in via d'Amelio.
Il modus operandi della mafia in questi casi ci fa capire quanto le due "Medaglie d'oro al valor civile" erano odiate da quel sistema delinquente e canaglia, e questo non può che far loro onore, che far a noi onore di aver dato i natali a queste due persone straordinarie quali sono state Falcone e Borsellino. Questa fierezza, perchè non rimanga nella più becera retorica, deve essere tramutata in fatti, ognuno di noi, Patriota italiano, deve vivere seguendo l'esempio dei nostri eroi, di chi ha impiegato la sua vita per il bene della collettività e l'ha fatto sebbene questo significasse alcune volte andar dritti verso la morte. Purtroppo, sembra folle, non tutti gli italiani sono concordi su questo, c'è chi ancora preferisce un sistema di stampo mafioso perchè lo ritiene quasi necessario, non riuscendo ad uscire da quel mondo criminale in cui probabilmente è vissuto. Noi abbiamo il dovere morale di mostrare e insegnare alle nuove generazioni, ma non solo, le grandi gesta di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che hanno scritto una vera e propria opera d'arte, incompiuta purtroppo. Ma spetta a noi ora metterci la parola "fine".
Massimo Marengo

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